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Visualizzazione dei post da 2018
un anno fa in questi giorni. forse poco prima. fine novembre dell'anno scorso. inziava a cambiare tutto per sempre. iniziavo a comprendere di dovermi liberare. provare a procedere da sola. cercare di librarmi. perch[ pensavo che con meno peso avrei potuto spiccare il volo. vedo scritto ovunque. apprezza quello che hai ora. perchè in un anno nulla sarà più lo stesso. nulla è più lo stesso. nemmeno quella forza che mi animava. come un fuoco ardente. tutta quella dedizione. tutti quei sogni. sono arsi con la mia anima. non ne rimane che cenere fina. quasi impalpabile. ormai non ci sono nemmeno le macerie di cosa ero un anno fa. ora sono solo un povero cane scuoiato vivo. che si dimena nella polvere. nella cenere di quello che era. non c'è sollievo. la mia pelle è colata come la cera di una candela. sono arsa magnificamente. una fiamma di rara bellezza. di un bagliore raro. per poi non rimanere nulla. solo questo corpo scuoiato. che non sa più respirare. deglutire. niente. non so p...
quando torno a casa in treno non importa se mi siedo a destra. o sinistra. nella direzione del moto. o in quella contraria. guardo sempre dallo stesso lato. spesso mi ritrovo vicino al finestrino sbagliato. e fisso quello al di là del corridoio. degli altri sedili. guardo sempre di là. in sei anni ho visto il susseguirsi delle stagioni nei campi. cantieri in evoluzione. edifici venire ultimati. qualcuno essere buttato giù. il mutamento mi intristisce. vorrei essere una foto. vivere in una foto. per sempre con questo aspetto. venticinque anni. in mezzo alla natura sola che cambia. mentre le opere del uomo eterne come rimangono là. dietro di me. un confortante immutevole sfondo. e invece cambia tutto. così velocemente che non vedo più i contorni. non metto a fuoco più niente. tanto appena vedrò qualcosa muterà di nuovo. e avrò bisogno di altro tempo per focalizzarmi. sale la nebbia. ricopre tutto. vorrei sparirci per sempre. la carne mangiata dall'umidità di questa pianura che mi ha ...
mi hanno detto che sono insistente. persistente. non semplicemente immobile. e nemmeno semplicemente bloccata. sono io stessa ad essermi legata i piombi alle caviglie. non ho venticinque anni. e nemmeno di più nonostante io mi senta vecchia. ne ho undici. circa undici. e mi sento proprio così esausta perchè sono quattordici anni che ne ho undici. pensavo di essermi evoluta. di essere andata avanti. invece sono ancora qua. sempre rimasta qua. mentre nella mia mente mi figuravo di procedere alle caviglie mi sono legata dei pesi. e ho  guardato le schiene degli altri andare avanti. mentre non fingevo nemmeno di raggiungerli. ma sul soffitto della mia camera proiettavo sogni e desideri. talmente lontani dalla realtà. mi guardavo questi film. dicendomi di aspettare. che sarebbe tutto poco alla volta emerso. sii paziente nicole. mi dicevo. arriva tutto. a portata di mano. magari solo per un secondo ma puoi afferrare tutto. improvvisa. ce la farai. ma ora ad improvvisare diventa trop...
sorge il sole. la nebbia che inizia a formarsi appena. l'aria non è più così calda. i giorni non sono più così caldi. e si raffredda anche il mio cuore. mentre sanguina e batte. il freddo lo serrerà in una morsa violenta. è solo questione di tempo. perchè il freddo lentamente rallenterà ogni fibra muscolare. una alla volta le paralizzerà. mentre sentirò mancarmi il respiro. io saprò che la fine è vicina. non sentirò più quel battito. non uscirà più rosso caldo dal mio cuore. l'inverno lo congelerà. in uno spasmo doloroso. forse poi andrà in cancrena. rosso. poi coperto di banco. poi il rosso diventerà sempre più spento. grigio. nero. a quel punto sarà necessario un intervento d'urgenza. aprirmi il petto con una lama lucente. estirpare quel cuore necrotico. strapparlo con le mani. gettarlo via lontano. magari da un viadotto sull'autostrada. guardare giù mentre cade a terra aspettare un mezzo ci passi sopra. ecco un autoarticolato. mentre il sangue mezzo congelato cade in...
il terreno è arido. l'estate l'ha seccato. il sole lo ha prosciugato. non è rimasto un goccia d'acqua. non una singola goccia d'acqua in un'intera vallata. ho la bocca impastata. ho sete. sono come quel terreno. arido. inospitale. mentre mi guardo attorno attorno con gli occhi iniettati di sangue. in mezzo alla gente. nel sole delicato del mattino. attraverso la città. nessuno la vede. questa vallata desertica. perchè appartiene solo ai miei occhi. è mia percezione del mondo solamente. e arriva il momento. in cui mi riscopro nomade. senza casa. senza un cuore a cui tornare. un alieno. ovunque e comunque. come sbalzata dalla torre di babilonia. nessuno parla mia lingua. mi guardo attorno e non c'è amore. e io sono sempre alla ricerca di amore. questa terra ha dato tutto il frutto che poteva darmi. ora è ora di fuggire. alla ricerca di rigogliosi paesaggi. da prosciugare con la mia avida sete di amore. da far marcire con tutta quella disgrazia che la mia mente gen...
è come un gioco a livelli. uno di quelli in cui passati al livello successivo la difficoltà aumenta in modo esponenziale. ma il livello di vita non si ricarica. bisogna arrivare alla fine con una sola carica di vita. si può bere qualche elisir curativo. riposarsi un attimo se si trova un riparo dal fuoco nemico. ma altrimenti è una guerra. una battaglia continua. una corsa di resistenza nella morte. la morte che permea ogni cosa. è come se fossi fatta di materiale spugnoso. materiale spugnoso ad elevata assorbenza. e la morte un liquido nero viscoso. che poco alla volta riempie silenziosa il campo di gioco. sono troppo concentrata ad evitare il fuoco nemico per guardare dove metto i piedi. e così non mi accorgo. non mi accorgo che lentamente mi sto impregnando di nero. non me ne accorgo perchè non ho il tempo di osservarmi. ma la sento. sento la pesantezza del mio corpo imbevuto di morte. mentre mi trascino in giro. il fuoco nemico è sempre più difficile da schivare. sono piena di buch...
osservavo la superficie del lago di garda. sentivo il venticello sulla pelle. su una panchina all'ombra. nell'acqua anatre con i cuccioli e altri uccelli acquatici. idilliaco. e io che fissavo il pelo dell'acqua. e che non riuscivo a smettere di ripetermi all'infinito. quanto orrida è la vita. io non ho più parole. ormai le ho usate tutte. sono là che sento solo questo male. odio. ira. dolore. continuo sotto al petto. mi dico che non c'è ragione. di stare così. mi dico di abbracciare questo male. placarlo. ma l'unica cosa che voglio è dare fuoco. tagliare. picchiare. distruggere. voglio distruggere tutto. la gente prima di tutto. le persone. sia la massa. che gli individui. tutti lì a vivere più o meno tranquilli. come fate a stare tranquilli. che fate schifo. io non ci riesco. mi sento lo schifo mio e degli altri. vorrei scuoiarmi e appendermi come una volpe da pelliccia. e così vorrei fare con tutti. il mondo poi. lo abbiamo reso proprio spaventoso. un caos di...
sono ormai passati quattordici anni. da quando ha iniziato questo buio. da quando ha iniziato a crescermi questa orrida muffa nella testa. se mi si chiede da quando è successo che ho perso la voglia di vivere io la so bene la risposta. è iniziato tutto quando avevo undici anni. ricordo ancora con estrema lucidità. io stesa a terra di casa mia. a piangere. urlare. chiedere a dio di prendersi la mia vita. perchè io da sola non lo avrei mai fatto. all'epoca credevo in dio. ci credevo tanto. speravo che un giorno vicino mi avrebbe lasciata morire. o che mi avrebbe mostrato la luce. una strada. e sono passati quattordici anni. io sono cambiata. ma non poi così tanto. non credo più in dio. ma proprio per niente. e forse questa è la differenza più grande. dalla nicole undicenne a quella di ora. non credo più in niente. se non che forse i miei pensieri stessi alimentano la muffa. come pensieri formanti. la mia realtà è modificata dalla mia testa. e qui si stende un cammino su un sentiero d...
è un fiore. il più bello mai visto. ed è ricoperto di spine. che mi trafiggono l'anima. la luce è bianca. forte. io sono sola. mi guardo. e capisco. un'onda mi travolge. lo sento dentro di me, il mare. le onde si infrangono sotto la mia pelle. vorrei urlare. tendimi una mano. ma le mie labbra sono cucite. lo sono sempre. sono muta. vorrei muovermi. ma non lo so più fare. il mio corpo non mi appartiene più. lo vedo là esterno. eppure ci sono dentro. è la mia prigione. vorrei lacerarlo in pezzi. esplodere. diventare una supernova. liberarmi di tutta questa merda. che sono diventata. è peggio di quando mi sentivo marcire. ora mi sento solo merda. e non so più se io scrivo quello che sento. o sento tutto quello che scrivo. dove sta la differenza. quando sono qua in inginocchio. a piangere una morte che non arriva mai. è una guerra sempre più dura. una fuga straziante sul filo della disperazione. potrei cadere giù. annegare. ho chiuso gli occhi. non voglio guardare. continuo a muove...
tutto è assorbito da un enorme buco nero. tutto inevitabilmente attratto verso l'oblio. prima lentamente. poi mano a mano che si avvicina a questo enorme ammasso nero. si accelera. ci vola dentro tutto e scompare. tutto inghiottito. come da un enorme bocca. un enorme bocca senza denti. ma comunque letale. più che letale. ti condanna al nulla. in men che non si dica tutto scompare. anche le cose che sembravano eterne. imperiture. qualcosa di infinito. scompaiono. nessuna certezza rimane tale. nessun punto fisso è davvero ancorato allo stesso punto. tutto si trasforma un milione di volte. e un milione di volte ancora. sparisce. riappare. sotto un milione di forme diverse. ma non è mai lo stesso. i miei sentimenti sembrano l'unica cosa permanente. sicuramente quanto meno più di tutto il resto. e fanno resistenza al cambiamento e si oppongono. con tutte le loro forze. puntando i piedi. i cambiamenti sono troppo spaventosi. mi aggrappo ovunque. eppure scivolo come se cercassi di sta...
il mio territorio è invaso. non sono più sola. la mia sovranità è stata cancellata. ora sono straniera nella mia stessa casa. devo imparare a esistere in uno spazio non mio. non solo quantomeno. è come se mi avessero catapultato in un universo parallelo. in cui non sono più padrona di niente. ogni singola cosa è rovesciata. ogni minimo dettaglio stravolto. grottesco. la vita mi guarda e ride di me. la mia libertà è stata cancellata. e ora dovrò riadattare tutto. ricostruire una vita. ma vorrei solo sparire. come neve al sole. sciogliermi. evaporare. diventare un niente. ho un anno. un anno di fronte a me pieno di merda da mandare giù. mentre barcollando cerco di mantenere un minimo controllo. mentre cerco di aggrapparmi disperatamente a un punto fisso. esterno alla mia terra. una stella polare. per tenere una rotta. una stella che non so in quale direzione sia. il cielo è buio. non vedo alcuna stella. nel buio accendo un fuoco. per farmi coraggio. per vedere qualcosa in questa terra or...
sto urlando. ma non emetto alcun suono. mi fa male la gola. ma non mi sente nessuno. mi sferza un vento impietoso. non riesco a tenere gli occhi aperti. sento le mie lacrime. calde e poi subito gelide. la forza dell'aria me le spalma sulla pelle. urlo. più forte che posso. ma forse non sono più nel mondo che conosco. sono lontana da orecchie che potrebbero sentirmi. sono circondata da un branco di sordi. o forse peggio da chi non vuole sentire. che mi guardano. vedono solo metà del mio dolore. perchè non possono sentirmi. mi hanno messo in muto. basta loro guardare altrove. e passa tutto. ma non c'è niente che deve passare. è come se fossi io stessa fatta di urla. e lacrime. e sangue. cancellarmi dal paesaggio. silenziarmi. non mi farà smettere di esistere. non mi farà smettere di urlare. è tutto troppo complesso. tutto troppo frenetico. come se fossi dentro una scatola metallica. e la vita la scuotesse forte. sbatto dappertutto. non ho la forza di tenermi sulle pareti. non ho ...
si accumula tutto. ed è poi come se mi franasse in faccia. tra un po' mi si staccheranno i denti. li sento muoversi passandoci la lingua. le gengive sanguinano. sto digrignando sempre di più. mi fa male la faccia. la testa. il collo. rimanere dritta è un peso immane. perché tengo in equilibrio anche tutto quello che mi è franato addosso. lo sforzo è enorme. mi passo la lingua sui denti. sapore di sangue. finirò per essere una donna senza denti. li consumerò del tutto. o me li strapperò esaurita da tutto. le cose non si aggiustano. si complicano e basta. e io sono dentro un vortice violentissimo. sento a mala pena i piedi a terra. la presa è debole. come ormai la mia volontà. sparirò qua dentro. portata via un lembo di pelle alla volta. mi scioglierò come se mi versassero sopra dell'acido. lentamente. come si versa il cioccolato fuso sui dolci. sto cedendo. e ancora tengo duro con tutte le mie forze. ancora penso. un altro po'. e passa tutto. un altro po' e arriverà il s...
ed è delicatezza. candore. profumo. morbidezza. calore. la mia mente è piena di luce. e ombre fittissime. come lame. mi affondano nel cervello. stesa sospiro guardando il soffitto. dove finirò ora. l'ombra si propaga come un cancro. quanto tempo mi rimane. di lucidità. prima che tutto si spenga. profumo. tatto. pelle. capelli. pace. e poi ancora tormento. per fortuna so trovare la pace. a volte. perchè il tormento si sta affilando. senza motivo apparente. le lame che mi scorrono sulla pelle. che la passano. il rosso che cola. danzo vicino ad un falò nel bosco. le fiamme mi chiamano. vorrei gettarmici dentro. distruggermi. diventare fumo e cenere. sparire. ma non posso fare a meno di ballare ancora. anche se ormai non tengo più il tempo. rimango indietro sul ritmo. non capisco nemmeno più su quale canzone io stia ballando. è tutto estremamente confuso. eppure così chiaro. che il problema è dentro di me. e non nella musica se non riesco a seguirla. la realtà è caotica. ma non è colpa...
rabbia. rosso sangue ovunque guardi. cola dai muri lentamente mentre parlo con le persone. i rivoli arrivano al pavimento. rivoli sempre più spessi si uniscono tra loro. ricoprono tutto. un flusso continuo rosso. in fondo delle pareti dopo il battiscopa si formano pozzanghere rosse. continuo a parlare. fingo indifferenza. ma non riesco a smettere di vedere tutto quel rosso con la coda dell'occhio. non è colpa degli altri. non è colpa mia. o forse si. mi nasce dentro. a fondo. che più in fondo non c'è nulla. sono una sorgente di rabbia. sgorga solo ira dal mio cuore. cieca. e pericolosa. non c'è bisogno di niente perchè nasca. e allo stesso tempo è tutto il mondo ad alimentarla. la realtà è benzina sul fuoco. basta pochissimo e vado a fuoco. le persone non se ne accorgono se non ne parlo. sono bravissima a ignorare tutto questo. perchè tutto questo lo provo da sempre. è l'unica cosa che ha continuità nella mia vita. ha una tale mole questa rabbia. tutto questo rosso. ogn...
a volte penso. che forse ha ragione chi mi dice che scelgo sempre battaglie troppo grosse. che forse dovrei ridimensionare il mio passo. perchè in fondo. lo so benissimo quali sono i miei limiti. sono tracciati col sangue e le lacrime. di quando ci sono arrivata vicina. ma io sono qua che spingo. nel nulla al di là. voglio andare oltre. vincere la mediocrità. vincere. vincere e basta. ma forse on sono in grado. ho iniziato una guerra con fronti spaventosamente ampi. tutto al di là di dove sono già stata. quanto costa il potere. quanto l'impegno. sto rimpiangendo il mio essere stata arrogante. il mio aver creduto un pò troppo nelle mie capacità. ho le gambe spezzate. stesa a terra al di là del limite. non posso tornare indietro. abbandonare il campo di battaglia è impensabile. e ormai pure impossibile. guardo il cielo stesa a terra. stesa a terra piango. in attesa. in attesa mi si risaldino le ossa. la battaglia ancora non è finita. se mi riprenderò abbastanza in fretta. arginerò le...
piove. tutto è grigio. tutto si scioglie come un castello di sabbia colpito dall'acqua. tutto si fonde in un mare di grigio. non mi ero mai spinta così distante da tutto ciò che chiamavo casa. i paesaggi sono così alieni e pieni di magia. vorrei solo non si sciogliesse tutto. vorrei solo non sprofondare nella terra dove cammino. ma vi sono dentro fino alle ginocchia. nel fango. avanzo piano. a rilento. vorrei solo correre. volare. a enorme velocità. invece sono quasi bloccata. è come se fossi stata a letto così tanto da perdere tutto il tono muscolare. un mondo sconosciuto in cui sono appena venuta al mondo. devo reimparare a fare tutto. l'unica cosa che non ho mai smesso di fare è tenere in mano il mio coltello insanguinato. un'insegna. un cartello di pericolo. tenete una distanza di sicurezza. perché non riesco a riconoscere le facce. in questo grigio che si scioglie. vedo solo un mischiarsi di tutto. tutto mi è estraneo. tutto deve ancora essere catalogato. la difficoltà...
in piedi nel nuovo mondo. è come se fossi appena sbarcata su un nuovo pianeta. tutto. la luce. la terra. l'aria. sono diversi da quelli che ho visto finora. è come se avessi attraversato le dimensioni. squarciato le dimensioni. e in un turbinio di sangue. come quando si viene al mondo dal ventre della madre. io grondante di porpora in piedi. non distesa. non accovacciata. non seduta. in piedi. guarda una prima alba. il sole è sempre lo stesso. ma da qui è come fosse un'altra stella. un nuovo mondo. in tutto e per tutto. ora si tratta di costruirlo. di renderlo abitabile. di fare magie. di esplorare. di lasciare una scia di sangue. mio. su cui poggeranno le fondamento di un nuovo regno. una nuova era. un'età d'oro. in cui l'unica padrona del regno sono io stessa. e nessun altro è a fianco a me sul trono. sono artefice di tutto quanto mi riguardi. e di tutto quello che riguarderà questo nuovo mondo. essere governanti solitari è arduo. farsi carico di ogni responsabili...