a volte penso. che forse ha ragione chi mi dice che scelgo sempre battaglie troppo grosse. che forse dovrei ridimensionare il mio passo. perchè in fondo. lo so benissimo quali sono i miei limiti. sono tracciati col sangue e le lacrime. di quando ci sono arrivata vicina. ma io sono qua che spingo. nel nulla al di là. voglio andare oltre. vincere la mediocrità. vincere. vincere e basta. ma forse on sono in grado. ho iniziato una guerra con fronti spaventosamente ampi. tutto al di là di dove sono già stata. quanto costa il potere. quanto l'impegno. sto rimpiangendo il mio essere stata arrogante. il mio aver creduto un pò troppo nelle mie capacità. ho le gambe spezzate. stesa a terra al di là del limite. non posso tornare indietro. abbandonare il campo di battaglia è impensabile. e ormai pure impossibile. guardo il cielo stesa a terra. stesa a terra piango. in attesa. in attesa mi si risaldino le ossa. la battaglia ancora non è finita. se mi riprenderò abbastanza in fretta. arginerò le perdite. potrei anche vincere. una vittoria insulsa e a grandissimi costi. ma non sono sicura di farcela. mentre guardo il cielo. nell'aria fredda. penso. forse aveva ragione colui che non credeva in me. e che io ho lasciato indietro. per combattere da sola. ma i calci sui denti sono molto più forti di quello che pensavo. ma non importa. sono libera. sopravviverò. anche se sconfitta. sopravviverò comunque. guardo il cielo. stesa a terra. il cielo mi parla. mi dice. sorgerà ancora il sole. ti alzerai. e combatterai di nuovo. la sofferenza permea tutto. e non vorrei accettarlo. non vorrei più la vita sia inzuppata di sangue e lacrime. ma è la vita. chi non combatte soccombe. e io combatto. a costo di morirci. prima o poi vincerò.

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