a volte penso. che forse ha ragione chi mi dice che scelgo sempre battaglie troppo grosse. che forse dovrei ridimensionare il mio passo. perchè in fondo. lo so benissimo quali sono i miei limiti. sono tracciati col sangue e le lacrime. di quando ci sono arrivata vicina. ma io sono qua che spingo. nel nulla al di là. voglio andare oltre. vincere la mediocrità. vincere. vincere e basta. ma forse on sono in grado. ho iniziato una guerra con fronti spaventosamente ampi. tutto al di là di dove sono già stata. quanto costa il potere. quanto l'impegno. sto rimpiangendo il mio essere stata arrogante. il mio aver creduto un pò troppo nelle mie capacità. ho le gambe spezzate. stesa a terra al di là del limite. non posso tornare indietro. abbandonare il campo di battaglia è impensabile. e ormai pure impossibile. guardo il cielo stesa a terra. stesa a terra piango. in attesa. in attesa mi si risaldino le ossa. la battaglia ancora non è finita. se mi riprenderò abbastanza in fretta. arginerò le perdite. potrei anche vincere. una vittoria insulsa e a grandissimi costi. ma non sono sicura di farcela. mentre guardo il cielo. nell'aria fredda. penso. forse aveva ragione colui che non credeva in me. e che io ho lasciato indietro. per combattere da sola. ma i calci sui denti sono molto più forti di quello che pensavo. ma non importa. sono libera. sopravviverò. anche se sconfitta. sopravviverò comunque. guardo il cielo. stesa a terra. il cielo mi parla. mi dice. sorgerà ancora il sole. ti alzerai. e combatterai di nuovo. la sofferenza permea tutto. e non vorrei accettarlo. non vorrei più la vita sia inzuppata di sangue e lacrime. ma è la vita. chi non combatte soccombe. e io combatto. a costo di morirci. prima o poi vincerò.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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