il terreno è arido. l'estate l'ha seccato. il sole lo ha prosciugato. non è rimasto un goccia d'acqua. non una singola goccia d'acqua in un'intera vallata. ho la bocca impastata. ho sete. sono come quel terreno. arido. inospitale. mentre mi guardo attorno attorno con gli occhi iniettati di sangue. in mezzo alla gente. nel sole delicato del mattino. attraverso la città. nessuno la vede. questa vallata desertica. perchè appartiene solo ai miei occhi. è mia percezione del mondo solamente. e arriva il momento. in cui mi riscopro nomade. senza casa. senza un cuore a cui tornare. un alieno. ovunque e comunque. come sbalzata dalla torre di babilonia. nessuno parla mia lingua. mi guardo attorno e non c'è amore. e io sono sempre alla ricerca di amore. questa terra ha dato tutto il frutto che poteva darmi. ora è ora di fuggire. alla ricerca di rigogliosi paesaggi. da prosciugare con la mia avida sete di amore. da far marcire con tutta quella disgrazia che la mia mente genera in continuazione. vomito putrescente. assorbo tutto il bello. e lo trasformo. lo digerisco. diventa tutto il male. in una valle di lacrime. lacrime tanto salate. da rendere il terreno arido.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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