ed è delicatezza. candore. profumo. morbidezza. calore. la mia mente è piena di luce. e ombre fittissime. come lame. mi affondano nel cervello. stesa sospiro guardando il soffitto. dove finirò ora. l'ombra si propaga come un cancro. quanto tempo mi rimane. di lucidità. prima che tutto si spenga. profumo. tatto. pelle. capelli. pace. e poi ancora tormento. per fortuna so trovare la pace. a volte. perchè il tormento si sta affilando. senza motivo apparente. le lame che mi scorrono sulla pelle. che la passano. il rosso che cola. danzo vicino ad un falò nel bosco. le fiamme mi chiamano. vorrei gettarmici dentro. distruggermi. diventare fumo e cenere. sparire. ma non posso fare a meno di ballare ancora. anche se ormai non tengo più il tempo. rimango indietro sul ritmo. non capisco nemmeno più su quale canzone io stia ballando. è tutto estremamente confuso. eppure così chiaro. che il problema è dentro di me. e non nella musica se non riesco a seguirla. la realtà è caotica. ma non è colpa sua se non riesco a tenere il passo. ho le caviglie rotte ma non si può rallentare. un ballo frenetico. mentre guardo le fiamme desiderando soltanto di bruciarci dentro. però poi di nuovo tutto si ferma. tutte le stelle dell'universo in una stanza. tutta la luce. e la pace. un attimo per riprendere fiato. delicatezza. la pelle chiarissima. calore. tatto. profumo capelli. pace.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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