è un fiore. il più bello mai visto. ed è ricoperto di spine. che mi trafiggono l'anima. la luce è bianca. forte. io sono sola. mi guardo. e capisco. un'onda mi travolge. lo sento dentro di me, il mare. le onde si infrangono sotto la mia pelle. vorrei urlare. tendimi una mano. ma le mie labbra sono cucite. lo sono sempre. sono muta. vorrei muovermi. ma non lo so più fare. il mio corpo non mi appartiene più. lo vedo là esterno. eppure ci sono dentro. è la mia prigione. vorrei lacerarlo in pezzi. esplodere. diventare una supernova. liberarmi di tutta questa merda. che sono diventata. è peggio di quando mi sentivo marcire. ora mi sento solo merda. e non so più se io scrivo quello che sento. o sento tutto quello che scrivo. dove sta la differenza. quando sono qua in inginocchio. a piangere una morte che non arriva mai. è una guerra sempre più dura. una fuga straziante sul filo della disperazione. potrei cadere giù. annegare. ho chiuso gli occhi. non voglio guardare. continuo a muovere le gambe sperando mi portino da qualche. sperando non cedano. sperando di non cadere. il mare ora è là sotto. lo vedo anche a occhi chiusi. le onde si schiantano su una scogliera a centinaia di metri sotto di me. per quanto stringa gli occhi in questa corsa. continuo a vedere il mare. il suono delle onde che si infrangono scava nella mia testa. come se mi avessero piantato un cucchiaio nelle orecchie. potrei vaporizzarmi nell'aria nel giro di un istante. ricorda la mia faccia. io l'ho già dimenticata. vado a fuoco.

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