il mio territorio è invaso. non sono più sola. la mia sovranità è stata cancellata. ora sono straniera nella mia stessa casa. devo imparare a esistere in uno spazio non mio. non solo quantomeno. è come se mi avessero catapultato in un universo parallelo. in cui non sono più padrona di niente. ogni singola cosa è rovesciata. ogni minimo dettaglio stravolto. grottesco. la vita mi guarda e ride di me. la mia libertà è stata cancellata. e ora dovrò riadattare tutto. ricostruire una vita. ma vorrei solo sparire. come neve al sole. sciogliermi. evaporare. diventare un niente. ho un anno. un anno di fronte a me pieno di merda da mandare giù. mentre barcollando cerco di mantenere un minimo controllo. mentre cerco di aggrapparmi disperatamente a un punto fisso. esterno alla mia terra. una stella polare. per tenere una rotta. una stella che non so in quale direzione sia. il cielo è buio. non vedo alcuna stella. nel buio accendo un fuoco. per farmi coraggio. per vedere qualcosa in questa terra ora ostile. per prevedere pericoli. ma fisso le fiamme. non ho coraggio di alzare lo sguardo. sento l'opprimente presenza. che mi si infila tra le scapole come una lama. rimango in piedi con le ultime forze. mi chiedo chi ci sia per me ora. quale amico. di cui posso fidarmi. quale appiglio. sto precipitando in un baratro. un baratro dalle pareti lisce. stringo i denti. mi dico. passerà anche questa. mentre cado nella disperazione. so che l'impatto con il suolo mi spezzerà le gambe. ma sopravvivrò. sopravvivo sempre. mi rompo tutte le ossa. e poi le ricostruisco. vorrei gettarmi nel fuoco. mentre sento la lama penetrare più affondo. il sangue scorre caldo sulla schiena. sulle gambe. so che nemmeno questo mi ucciderà. muoio infinite volte. senza mai morire davvero. vorrei essere altrove. per sempre. una mente spappolata tra le dimensioni. finirà tutto. o finirò io.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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