un anno fa in questi giorni. forse poco prima. fine novembre dell'anno scorso. inziava a cambiare tutto per sempre. iniziavo a comprendere di dovermi liberare. provare a procedere da sola. cercare di librarmi. perch[ pensavo che con meno peso avrei potuto spiccare il volo. vedo scritto ovunque. apprezza quello che hai ora. perchè in un anno nulla sarà più lo stesso. nulla è più lo stesso. nemmeno quella forza che mi animava. come un fuoco ardente. tutta quella dedizione. tutti quei sogni. sono arsi con la mia anima. non ne rimane che cenere fina. quasi impalpabile. ormai non ci sono nemmeno le macerie di cosa ero un anno fa. ora sono solo un povero cane scuoiato vivo. che si dimena nella polvere. nella cenere di quello che era. non c'è sollievo. la mia pelle è colata come la cera di una candela. sono arsa magnificamente. una fiamma di rara bellezza. di un bagliore raro. per poi non rimanere nulla. solo questo corpo scuoiato. che non sa più respirare. deglutire. niente. non so più fare niente. vorrei solo costantemente non essere. vorrei che quella fiamma mi avesse bruciata viva tutta. ma non è successo. sono sopravvissuta ancora. e ancora sopravviverò. e muterò ancora forma centinaia di volte. la parte più dolorosa è resistere. la mia resistenza al cambiamento. e dopo sei anni ho innescato un processo di cambiamento immenso. dopo sei anni di resistenza quasi totale. mi sono lasciata andare. pensando che sarebbe andata per il meglio. e anche oggi un anno dopo la paura del cambiamento è invalidante. come se cambiarmi potrebbe annullarmi. farmi sparire. ma in fondo non è forse quello che voglio. probabilmente penso che rimanere costante. permanente. stabile. mi farà vivere meglio. serenamente. mi sbaglio. ma la frequenza di cambiamento richiesta è troppo elevata. e così sono quel cane scuoiato contorsionista nel dolore. questo perchè non riesco mai a evolvermi completamente. rimango sempre un aborto. una missione fallita. ma intanto sopravvivo. ancora e ancora. immersa in lacrime e sangue.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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