è come un gioco a livelli. uno di quelli in cui passati al livello successivo la difficoltà aumenta in modo esponenziale. ma il livello di vita non si ricarica. bisogna arrivare alla fine con una sola carica di vita. si può bere qualche elisir curativo. riposarsi un attimo se si trova un riparo dal fuoco nemico. ma altrimenti è una guerra. una battaglia continua. una corsa di resistenza nella morte. la morte che permea ogni cosa. è come se fossi fatta di materiale spugnoso. materiale spugnoso ad elevata assorbenza. e la morte un liquido nero viscoso. che poco alla volta riempie silenziosa il campo di gioco. sono troppo concentrata ad evitare il fuoco nemico per guardare dove metto i piedi. e così non mi accorgo. non mi accorgo che lentamente mi sto impregnando di nero. non me ne accorgo perchè non ho il tempo di osservarmi. ma la sento. sento la pesantezza del mio corpo imbevuto di morte. mentre mi trascino in giro. il fuoco nemico è sempre più difficile da schivare. sono piena di buchi. non sanguino. incasso e basta. e a testa alta continuo. livello dopo livello. sono determinata a farcela. ma il più grande problema è che non ci sarà mai un livello finale. ce n'è sempre uno superiore. e un altro dopo ancora. cerco di non pensarci. ne passo uno alla volta. mentre dentro grido. che vorrei solo sparire. ma la strada è una sola. e fermarmi mi annienterebbe. se da una parte sono stanca. esausta. sopraffatta da questo lento avanzare. dall'altra ho il terrore di fermarmi e crollare. sotto terra. al centro della pianeta. ardere per sempre a migliaia di gradi. in un senso di colpa e un ansia. in una spirale di disperazione che mi lacererebbe crescendo a livelli inumani. quindi stringo i denti. inghiotto dolore. disperazione base. come fosse la mia stessa saliva. e avanzo. sperando di non crollare a terra. chi si ferma è perduto. e non sparisce semplicemente. prima di sparire arde vivo. bruciato da un mondo che i perdenti finge di accoglierli e reintegrarli. ma li calpesta e li distrugge. perchè se non sei dentro. non sei. e non è come morire. che sarebbe liberatorio. ma un'incarcerazione in isolamento a cielo aperto. niente più livelli. niente più gioco. bloccati immobili a fissare il mondo che evolve. diventare un mostro. e non poterne trarre nemmeno uno dei vantaggi. perchè in questo gioco qualche raro premio ancora c'è. e allora mi muovo. sto zitta. non parlo con nessuno e mi muovo. contro il fuoco nemico. o amico. che differenza c'è. probabilmente nessuna. se non quella che i tuoi amici sanno a che punto sei del gioco. sanno dove ti trovi sulla mappa. quindi possono colpirti molto più forte. con molto più danno. senza nemmeno vederlo. senza nemmeno volerlo. 

Commenti

Post popolari in questo blog