tutto è assorbito da un enorme buco nero. tutto inevitabilmente attratto verso l'oblio. prima lentamente. poi mano a mano che si avvicina a questo enorme ammasso nero. si accelera. ci vola dentro tutto e scompare. tutto inghiottito. come da un enorme bocca. un enorme bocca senza denti. ma comunque letale. più che letale. ti condanna al nulla. in men che non si dica tutto scompare. anche le cose che sembravano eterne. imperiture. qualcosa di infinito. scompaiono. nessuna certezza rimane tale. nessun punto fisso è davvero ancorato allo stesso punto. tutto si trasforma un milione di volte. e un milione di volte ancora. sparisce. riappare. sotto un milione di forme diverse. ma non è mai lo stesso. i miei sentimenti sembrano l'unica cosa permanente. sicuramente quanto meno più di tutto il resto. e fanno resistenza al cambiamento e si oppongono. con tutte le loro forze. puntando i piedi. i cambiamenti sono troppo spaventosi. mi aggrappo ovunque. eppure scivolo come se cercassi di stare in piedi sul ghiaccio. dovrei adattarmi come un liquido. ai cambi di forma. di posizione. di luogo. così dovrei seguire io questo perpetuo disintegrarsi delle cose che amo. così sto cercando di fare. distruggendo me stessa.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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