sorge il sole. la nebbia che inizia a formarsi appena. l'aria non è più così calda. i giorni non sono più così caldi. e si raffredda anche il mio cuore. mentre sanguina e batte. il freddo lo serrerà in una morsa violenta. è solo questione di tempo. perchè il freddo lentamente rallenterà ogni fibra muscolare. una alla volta le paralizzerà. mentre sentirò mancarmi il respiro. io saprò che la fine è vicina. non sentirò più quel battito. non uscirà più rosso caldo dal mio cuore. l'inverno lo congelerà. in uno spasmo doloroso. forse poi andrà in cancrena. rosso. poi coperto di banco. poi il rosso diventerà sempre più spento. grigio. nero. a quel punto sarà necessario un intervento d'urgenza. aprirmi il petto con una lama lucente. estirpare quel cuore necrotico. strapparlo con le mani. gettarlo via lontano. magari da un viadotto sull'autostrada. guardare giù mentre cade a terra aspettare un mezzo ci passi sopra. ecco un autoarticolato. mentre il sangue mezzo congelato cade in cristalli a terra. forse allora farà meno male. o forse sopravviverà sotto quel strato di ghiaccio. forse a primavera si scongelerà. pronto a battere ancora. il sangue tornerà a fluire ovunque. a sgorgare come da una ferita. prendimi e spezzami. non vedi quanto è facile. prendimi e distruggimi. te lo chiedo in ginocchio. in lacrime. strisciando nel fango come un verme. prendi la mia vita e cancellala. sono passati quattordici anni. e ancora te lo chiedo. ogni giorno quando apro gli occhi. e lasciatelo dire. Dio. Caso. Fato. chiunque tu voglia essere. sei solo un bastardo. mi hai creata miserabile. e ancora vuoi che il mio cuore batta. e sanguini. si congeli. e poi torni indietro. infiniti cicli di disperazione. infinite le mie lacrime. non perdo mai la forza solo per una cosa nella vita. e quella cosa. quella cosa è disperazione. ed è l'unica cosa che conosco davvero. mentre guardo sorgere il sole. mentre osservo la nebbiolina del primo autunno. mentre sento lento il freddo avanzare dalla punta dei piedi scalzi. piano cammina verso il mio cuore.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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