rabbia. rosso sangue ovunque guardi. cola dai muri lentamente mentre parlo con le persone. i rivoli arrivano al pavimento. rivoli sempre più spessi si uniscono tra loro. ricoprono tutto. un flusso continuo rosso. in fondo delle pareti dopo il battiscopa si formano pozzanghere rosse. continuo a parlare. fingo indifferenza. ma non riesco a smettere di vedere tutto quel rosso con la coda dell'occhio. non è colpa degli altri. non è colpa mia. o forse si. mi nasce dentro. a fondo. che più in fondo non c'è nulla. sono una sorgente di rabbia. sgorga solo ira dal mio cuore. cieca. e pericolosa. non c'è bisogno di niente perchè nasca. e allo stesso tempo è tutto il mondo ad alimentarla. la realtà è benzina sul fuoco. basta pochissimo e vado a fuoco. le persone non se ne accorgono se non ne parlo. sono bravissima a ignorare tutto questo. perchè tutto questo lo provo da sempre. è l'unica cosa che ha continuità nella mia vita. ha una tale mole questa rabbia. tutto questo rosso. ogni tanto penso che non riuscirò più a sorreggerla. contenerla. penso che esploderò. che aggredirò qualcuno. invece finisco solo per piangere. soffoco tutto. soffoco il fuoco che mi attraversa. ci butto sopra un mare di lacrime. si forma fumo. tantissimo fumo nero. cerco di resistere. con la pelle colata dalle fiamme che sembra cera. piango poi. nella mia anima. e nella realtà. piango perchè è l'unico modo. di non fare cose di cui potrei pentirmi. ma a volte l'ira prende la mia mano. mi dice che non me ne pentirò. mi dice che l'odio per questa realtà è troppo. che vivo comunque in un'altra dimensione. e che nulla potrà mai toccarmi davvero. mi dice colpisci nicole. spingi. afferra un'arma. colora tutto di rosso per davvero. respiro. parlo con le persone. sono una persona tutto sommato tranquilla. nei miei occhi quel rosso riflesso non si vede quasi mai. ma c'è in agguato. ne avevo paura. lo ritenevo sbagliato. lo ritenevo terribile. e ricacciavo lontano l'idea che io potessi essere una persona cattiva. una persona violenta. ora accarezzo quella parte di me. le dico che la amo. ma che non può uscire. che rimanere inespressa è necessario. che può tingere di rosso il mondo ai miei occhi. darmi fuoco. consumarmi gli organi interni rendendoli poltiglia. può distruggere tutto il resto di me stessa. e distruggersi da sola. ma non può distruggere nient'altro. la violenza è rivolta su me stessa. fino a che resisto. fino a che non ci muoio tra le fiamme. in fondo sono una donna d'ira, di violenza. ma questo non mi rende automaticamente una donna violenta. sto solo cucinando a fuoco altissimo. il mio animo è incandescente. inestinguibile.

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