osservavo la superficie del lago di garda. sentivo il venticello sulla pelle. su una panchina all'ombra. nell'acqua anatre con i cuccioli e altri uccelli acquatici. idilliaco. e io che fissavo il pelo dell'acqua. e che non riuscivo a smettere di ripetermi all'infinito. quanto orrida è la vita. io non ho più parole. ormai le ho usate tutte. sono là che sento solo questo male. odio. ira. dolore. continuo sotto al petto. mi dico che non c'è ragione. di stare così. mi dico di abbracciare questo male. placarlo. ma l'unica cosa che voglio è dare fuoco. tagliare. picchiare. distruggere. voglio distruggere tutto. la gente prima di tutto. le persone. sia la massa. che gli individui. tutti lì a vivere più o meno tranquilli. come fate a stare tranquilli. che fate schifo. io non ci riesco. mi sento lo schifo mio e degli altri. vorrei scuoiarmi e appendermi come una volpe da pelliccia. e così vorrei fare con tutti. il mondo poi. lo abbiamo reso proprio spaventoso. un caos di merda che ti arriva in faccia. appena provi a guardare fuori da te perchè scopri di fare schifo. fa tutto schifo. io voglio mollare. i fiori nella merda non li trovo.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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