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Visualizzazione dei post da novembre, 2019
ancora una volta. il terrore. nell'incertezza di questa vita, tante sono le certezze che invece stringo in mano fino a farmi sanguinare le nocche. sono certa. per esempio. che questo terrore non mi passerà mai. sono certa. per esempio. che non varrò mai abbastanza. non per me stessa. non per i miei sogni. mentre mi guardate e mi dite che sono splendida. piena di bello. io vorrei solo riempirmi di alcol. fino alla punta dei capelli. annegarci. darmici fuoco. vorrei sapere che sto facendo. ma non lo so. vorrei essere diversa. ma non lo sono. sono questo. un ammasso di ansie e ferocia. un grumo di dolcezza senza spiegazione. in cui l'unica certezza regina. è che vorrei sparire. per sempre. nella nebbia invernale..
mancanza. carenza. insufficienza. nostalgia di qualcosa che non ho nemmeno mai tenuto tra le mani. o forse si. ma non mi sono mai accorta che fosse ciò che cercavo. mentre rovistavo nella spazzatura del mondo. nei frammenti di mille vite tutte spezzate. come la mia. frantumata in piccole schegge di vetro opalescente. in controluce sull'asfalto. tuttee le schegge sembrano una pozzanghera. solo da vicino si colgono un sacco di pezzi diversi. a volte mi sembra di essere un puzzle fatto su da una serie di scatole di altri puzzle che non sono mai stati costruiti. perchè in partenza deficitari di pezzi. abbandonati. così mi sento io. anche quando mi tengono la mano. ormai sono ere che cerco i pezzi che mi mancano. ormai sono ere che piango seduta tra le schegge di vetro. vorrei così tante cose indietro. che al solo pensiero. non riesco a fare nemmeno un passo avanti. eppure. quei vuoti li metto da parte. li nascondo lontano. urlo al mondo che sono forte. che ho combattuto mille battaglie...
ho lo stomaco a pezzi. da settimane. ho di nuovo male. un male dentro. che irradia come un astro nero. buttando in ombra ogni angolo di me. potrei dire che mi sto spegnendo. ma non è esattamente la stessa cosa. mi sto oscurando. e allo stesso tempo. emano nero. anche definirlo buco nero sarebbe improprio. ho finalmente manifestato ciò a cui ho lavorato di più. non sono più un semplice voraggine. che assorbe tutto. bello. brutto. rompendomi ogni cosa fino ai vasi sanguini nelle pupille. quel tutto macerato dentro di me molte lune. sta uscendo fuori. acido. corrosivo. nero puro.irradiato come luce. come inverso e opposto. ti sorrido mentre cammino per strada. mentre l'erba appassisce sotto il mio tocco. è come se in questi anni mi fossi riempita di veleno. e potere. ho molto più potere ora che mai. finalmente si inginocchieranno tutti se solo pronuncerò le giuste parole. e le giuste parole le conosco fin troppo bene ormai. a forza di sbagliare. a forza di provare. a dire que...
pioviggina. nel grigio cielo autunnale. pioviggina finemente. nell'aria che inizia a essere fredda. la nebbia si fa spessa. sui campi. nella mia testa. nel mio cuore.  vorrei dimenticare tutto. lasciarmi sprofondare nel bianco. diventare niente e tutto. non provo più niente mentre da un trono osservo il resto del mondo. eppure al tempo stesso provo tutto. il mio dolore. e quello altrui. tutto equivale a niente. e io mi mi perdo. mi sciolgo. colo sul mondo. come rancido liquame dei rifiuti. sangue andato a male. vorrei essere diversa. diversa mille volte. vorrei essere ancora in grado di usare la mia bocca come un mezzo. per descrivere la verità. creare ponti. ma in realtà sto in silenzio. non ho più voglia di parlare. nulla mi soddisfa. nulla mi accontenta. vorrei camminare spogli nella pioggia. lasciare che il freddo mi penetri nelle ossa. fino all'anima. non toccarmi. io sono un tempio. il tempio dell'assenza. non posso camminare con nessuno. non mi importa. butterò tutta...