una scala a chiocciola. verso il centro della terra. una spirale discendente. verso il cuore bruciante del pianeta. cammino su scalini incandescenti. odore acre. il fumo. la mia carne carbonizzata. e imperterrita comunque continuo a scendere. apro gli occhi presto di nuovo attenzione alla realtà. son con te. e sono sotto terra. sono presente. e assente. mentre mi sento bruciare. mi focalizzo ti parlo. ti ascolto. vorrei entrare in contatto. ma se guardi a fondo. vedi il centro della terra. i miei occhi una cornice di fuoco. apro la bocca. vorrei spiegare. vomito acido mi corrode la lingua. non riesco a trattenermi. te lo sputo addosso. sento la tua paura. quando ormai è troppo tardi. fuggi. fuggi lontano. mentre guardo l'eterno abbandono che mi circonda. mi concentro di nuovo sugli scalini. una spirale discendente. che non riesco a spezzare. non c'è via di scampo. a volte vorrei che qualcuno camminasse al mio fianco. o mi parlasse dolcemente dalla crosta terrestre. ma non c'è niente di bello che io possa offrire. solo paura e terrore. distruzione e fuoco. un disastro disarmonico di schegge di cristallo. lucenti. e taglienti. non puoi pensare di prenderle in mano senza conseguenze. e non sono che la superficie di una bolgia infernale. non si tratta di non avere coraggio di affrontarla. è che nessuno vuole. ne dovrebbe volerlo. discendere al centro della terra. o bruciare eternamente. o semplicemente. guardarmi.

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