pioviggina. nel grigio cielo autunnale. pioviggina finemente. nell'aria che inizia a essere fredda. la nebbia si fa spessa. sui campi. nella mia testa. nel mio cuore. vorrei dimenticare tutto. lasciarmi sprofondare nel bianco. diventare niente e tutto. non provo più niente mentre da un trono osservo il resto del mondo. eppure al tempo stesso provo tutto. il mio dolore. e quello altrui. tutto equivale a niente. e io mi mi perdo. mi sciolgo. colo sul mondo. come rancido liquame dei rifiuti. sangue andato a male. vorrei essere diversa. diversa mille volte. vorrei essere ancora in grado di usare la mia bocca come un mezzo. per descrivere la verità. creare ponti. ma in realtà sto in silenzio. non ho più voglia di parlare. nulla mi soddisfa. nulla mi accontenta. vorrei camminare spogli nella pioggia. lasciare che il freddo mi penetri nelle ossa. fino all'anima. non toccarmi. io sono un tempio. il tempio dell'assenza. non posso camminare con nessuno. non mi importa. butterò tutta la mia vita in un cassonetto. ne brucerò i resti. mentre il bianco si fa fitto attorno a me. nella nebbia. nella pioggia fine. spilli freddi sulla mia faccia. nessuno mi vedrà ardere. brucerò velocemnte. di me rimarrà solo un involucro. nessuno saprà che dentro sono nebbia pure io. di questa casa porterò sempre dentro tutto. sono come l'inferno che mi ha generato.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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