ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amore. e marcio. adagiato in una distesa putrescente che ribolle. e io terrorizzata. cieca nel campo di battaglia esterno. mentre tante persone che amo mi hanno fatto scudo. teso la mano. mentre mi incorono non sono da sola. ho un esercito con me. un esercito incompleto. e ancora una volta pieno di amori tutti diversi ma tutti per me. ancora una volta con estrema fatica. e nemmeno io certa di come. ho trionfato. ho messo un punto. a questo periodo. con gli occhi più stanchi che mai. e una corona che è semplice alloro. sono pronta a combattere ancora. e morire. o vincere provandoci. mentre nessuna ferita guarisce mai. e il mio coltello diventa sempre più rovente. stringo i denti. e sorrido. luminosa. alla sofferenza del futuro. a nuove terre. nuove battaglie. saluto il mio esercito. perchè combatterò da sola. e nonostante ciò porterò tutto il loro amore. dentro. a cercare di sedare quel buco nero. che mi divora. da 26 anni. camminerò nella luce. sperando di sciogliermi come neve al sole. brillando. un sollievo.
mancanza. carenza. insufficienza. nostalgia di qualcosa che non ho nemmeno mai tenuto tra le mani. o forse si. ma non mi sono mai accorta che fosse ciò che cercavo. mentre rovistavo nella spazzatura del mondo. nei frammenti di mille vite tutte spezzate. come la mia. frantumata in piccole schegge di vetro opalescente. in controluce sull'asfalto. tuttee le schegge sembrano una pozzanghera. solo da vicino si colgono un sacco di pezzi diversi. a volte mi sembra di essere un puzzle fatto su da una serie di scatole di altri puzzle che non sono mai stati costruiti. perchè in partenza deficitari di pezzi. abbandonati. così mi sento io. anche quando mi tengono la mano. ormai sono ere che cerco i pezzi che mi mancano. ormai sono ere che piango seduta tra le schegge di vetro. vorrei così tante cose indietro. che al solo pensiero. non riesco a fare nemmeno un passo avanti. eppure. quei vuoti li metto da parte. li nascondo lontano. urlo al mondo che sono forte. che ho combattuto mille battaglie...
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