mancanza. carenza. insufficienza. nostalgia di qualcosa che non ho nemmeno mai tenuto tra le mani. o forse si. ma non mi sono mai accorta che fosse ciò che cercavo. mentre rovistavo nella spazzatura del mondo. nei frammenti di mille vite tutte spezzate. come la mia. frantumata in piccole schegge di vetro opalescente. in controluce sull'asfalto. tuttee le schegge sembrano una pozzanghera. solo da vicino si colgono un sacco di pezzi diversi. a volte mi sembra di essere un puzzle fatto su da una serie di scatole di altri puzzle che non sono mai stati costruiti. perchè in partenza deficitari di pezzi. abbandonati. così mi sento io. anche quando mi tengono la mano. ormai sono ere che cerco i pezzi che mi mancano. ormai sono ere che piango seduta tra le schegge di vetro. vorrei così tante cose indietro. che al solo pensiero. non riesco a fare nemmeno un passo avanti. eppure. quei vuoti li metto da parte. li nascondo lontano. urlo al mondo che sono forte. che ho combattuto mille battaglie. e poi mi basta una persona mi dica che sono una bella persona. che sono esteticamente bella. che sono speciale. per sentirmi precipitarein un mondo spaventoso. dove non riesco più a nascondere che la dolcezza non mi basta mai. eppure amare tutti e nessuno. soprattutto non me stessa. mi bloccherà sempre. ho pesi invisibili ai piedi. un cappio alla gola mentre ti sorrido. e l'unica cosa che vorrei è che si stringesse. perchè niente di tutto quello che mi manca sarà mai raggiungibile. la vita è troppo breve. il mondo troppo vasto. il tempo troppo poco. non mi toccare. lascia io appassisca. da sola. non abbracciarmi. non voglio sentirmi ancora più debole. voglio dimenticare tutto questo amore che mi manca e che voglio dare. per sempre. ma il mio cuore per quanto marcio continuerà ad amare tutto. eccetto me stessa. facendomi perdere altri pezzi per strada. facendomi piangere in bagno. come all'università così a lavoro. fino a che la mia luce si spegnerà. per sempre. se trovi pezzi di me però. ridammeli ti prego. chiunque tu sia. comunque tu sia. abbi cura di te. perchè nessuno lo farà al posto tuo.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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