pensavo che con una giusta dose d'amore. ogni cosa sarebbe stata raggiungibile. ogni cuore di ogni persona. fino a più o meno un anno fa. era una tesi totalmente verificata. quantomeno nella mia vita. lo dicevo anche spesso. ho così tanto amore nel cuore. che potrei cambiare il mondo. ora mi ricredo. tutto l'amore del mondo potrebbe non bastare. anzi non basta affatto. come non basta l'infinito flusso del mio cuore. che rilascia amore. più di quanto sangue abbia mai pompato in tutta la vita. anni di amore possono essere cancellati. spazzati via. quanto facilmente si può uccidere a sprangate un cucciolo di qualsiasi specie. eppure ancora ora che si è chiuso tutto.la mia mente non si arrende. profonde amore. nei sogni vedo sempre cose lontane dal reale. ma probabilmente nulla ormai può fare il mio cuore. ora che la porta è stata chiusa per sempre. non un briciolo di niente è rimasto a collegarci. se non memorie. memorie lucenti e dolorose. una mancanza profonda e corrosiva. che mi scioglie il cervello. ho un brodino rosa in testa. mentre. senza più raziocinio mi muovo nel mondo. spinta comunque da un'amore traboccante. che mi esce da tutti i pori. che mi sgorga in lacrime ogni sera. pugnalata. presa a sprangate. mi alzo comunque ogni mattina. mi muove l'amore. mi muove la rabbia. l'ira che è la mia prima componente. verso un mondo che non è pronto a ricevere l'amore che ho dentro. che si trasforma. inespresso. in acido muriatico. mi consumo da sola. mi distruggo ogni giorno.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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