ho camminao sopra i corpi di chi mi ha lasciato indietro. incoronata di verde e brillantini. il rosso del sangue il mio colore. è stato più maestoso e emozionante di quello che avrei mai potuto immaginare. un sole radioso illuminava la terra. io alta eretta. come se ne fossi uscita davvero vincente ma no. non è vero. ho perso organi interni. frattaglie sanguinanti. pezzi di me stessa che un tempo erano necessari. pezzi che mi mancano. ma ancora sopravvivo. pezzi che mi mancano da morire. ma non è vero. perchè non ci muoio. non ci morirò mai. ma non è forse peggio un'agonia infinita. una sorta di pensa infernale. per i fedeli cristiani. ma in piedi. fino alla fine. guarderò sgretolarsi il mondo. che altro non sono io stessa a morire. lentamente. un clima che si alza di temperatura lentamente. inquinata da un popolo malvagio e senza scrupoli. distrutta. ma in realtà invincibile. su vite che non saranno altro che un millesimo di secondo. piangerò per sempre. ma sparirà tutto se terrò duro. vedrò la fine del mondo.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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