sono tempi strani. pensavo i miei sentimenti fossero scaduti. lasciati a marcire. una discarica illegale il mio cuore. invece tra tutta quella materia putrescente. sta emergendo un narciso. lo osservo. ancora non è aperto. un bocciolo. di cui intravedo il colore giallo chiarissimo della corolla. in tutta quella discarica a quanto pare qualcosa di ancora delicato può installarsi. forse è la primavera. forse è altro. il mio sangue ha di nuovo irrorato il mio cuore. il trauma di una lama. ha smosso una landa desolata. tossica. e ormai glaciale. l'abbandono ome uno stiletto. è lento penetrato nel mio cuore. e mentre all'esterno mi riempivo la bocca di risa. dentro al mio corpo il sangue riniziava a pompare. e quel piccolo fiore si è fatto strada. dentro di me. voglio vederlo sbocciare. vorrei vedere un nuovo inizio. l'ennesimo nuovo inizio. una nuova alba. un nuovo sole salire dai campi ad est. tutto rosa. la pioggia. la primavera intorno. stringimi. te lo lascerò fare. anzi voglio tu lo faccia. prendimi la mano. sto tornando calda. sono piena di sangue. una creatura vivente ancora una volta. in un mondo con sempre meno possibilità. in un mondo sempre più spaventoso. in un mondo in cui non voglio vivere. stringimi la mano. non lasciare il vento mi porti via. come un palloncino. tienimi qua con te. vorrei rimanere ancora un pò. anche se sta crollando tutto. voglio vedere quel fiore sbocciare. vorrei ancora una volta vedere che succede. anche se sono stanca. aiutami a rimanere sveglia. voglio vedere quel fiore sbocciare.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
Commenti
Posta un commento