come si fa a sapere che si sta percorrendo la giusta tratta. come si fa a capire quale sia la decisione giusta. cosa è giusto. poi. non penso di avere le risposte. non penso di avere nessuna risposta. al momento. pensavo di essere una persona decisa. ma lo sono solo sugli acquisti che devo fare. questo o quello. niente in assoluto. è facile. invece nella vita. nella vita no. mi sono lasciata trasportare a lungo. ho fatto poche scelte. forse personalmente ne ho fatte solo due. sono sempre stata educata a obbedire. portare rispetto. compiacere gli altri. e ora non so fare altro. piuttosto di scegliere non scelgo. mi lascio trascinare. che siano gli altri a scegliere per me. che sia il mondo a trascinarmi mentre faccio il morto in un mare in tempesta. un mare cattivo. oscuro. che cresce. mentre dai ghiacciai cola liquido nero. mi arriva addosso. mi travolge. respirare diventa incredibilmente difficile. senza riempirsi i polmoni d'acqua e di nero. tossisco. e ancora non mi metto a nuotare. soffro. e ancora non cerco di scappare. chino la testa. distruggimi vita. non ti so affrontare. la spada della verità affonda nella mia carne. io là nuda. spenta. eppure troppo accesa. a sentire quella lama. e ancor non comprendere. che cosa devo fare. raccogliere la spada e difendermi. fuggire verso lidi felici. lasciare che tutto questo mi trascini fino a punti di buio mai raggiunti. per ora è questa la mia scelta. mentre scivolo giù. giù non so cosa mi attende. sopra nemmeno. ansia. confusione. tutto e niente. niente e tutto. è come se fossi già morta. ma sono ancora viva. perchè nella morte questo dolore è assente. nella morte il nulla in un abbraccio. gli atomi che tornano all'universo. magari diventerò una stella. pronta e esplodere in mille pezzi. magari mi raffredderò fino a diventare un corpo scuro e freddo. ma nulla più dipenderà da me allora. intanto mi lascio trasportare in questo mare. l'ansia è tempesta appuntita sul petto. la mente offuscata. dovrei alzarmi. scegliere. ma mi fa male tutto. e paura ancora di più. l'angoscia mi tira per i capelli. non potrò rimanere immobile in eterno. spero solo un raggio di sole mi raggiunga. sfolgorante in viso. mi desti dall'immobilità. spero di capire un giorno cosa è giusto per me. spero di capire un giorno nessun altro conterà mai più di me. è la mia schifosa vita. e io ne sono regina.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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