sto leggendo a voce alta. non so nemmeno io cosa. mi si ascolta. prende appunti. controllo. bene. tutto nella norma. tutto come al solito. tic. tic. tic. il suono delle mie unghie sulla tazza di tè caldo a me offerta. come si fa a respirare. tic. tic. tic. non so nemmeno più seguire il testo. sbaglio una sillaba ogni tre parole. tic. tic. tic. riecheggia bellissimo. il suono. sembra assordante. perso lucidità. Forse oggi non sono mai stata lucida. come faccio a non mancare al tuo cuore almeno un po'. come faccio a non spendere più del mio budget mensile. come faccio a seguire lezione. come faccio a studiare. come faccio a seguire i lavori di gruppo. tic. tic. tic. è già tanto se respiro. se non mi butto a terra urlando. che non voglio vivere così. che non voglio vivere. la vita è crudele. oscena. insinua le peggio oscurità nella mia mente. tic. tic. tic. stai lavorando nicole. stai attenta a quello che leggi. riprendo il segno lentamente. la mia interlocutrice non si è accorta. non se ne accorge nessuno. mentre si muore dentro. mi sono persa per un attimo. ho creduto di rimanere dentro la mia testa. o forse è più corretto dire fuori. perdermi nel dolore e non uscirne più. non riuscire a far finta di nulla. andare avanti. A volte però uscirne pazza forse sarebbe meglio. sarebbe più facile. per giustificare tutto questo dolore. un cuore spezzato per niente. eppure per tutto. inondante di sangue ogni luogo che visito. capacità sanguigna infinita dentro di me. sono un universo rosso liquido. pompo sangue dal nulla e lo riverso nel mondo. la sofferenza è il mio compito. tic. tic. tic.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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