prima di addormentarmi. a letto. nel buio. il soffice pelo del mio gatto addosso. lo stringo. mentre respira addormentato. dolcemente tra le mie braccia. quasi fosse la mia progenie. la mia progenie di un'altra specie. nel buio. striscia sul mio letto una disperazione fuori da ogni immaginazione. mi raggiunge il cuore. serpe insidiosa. invisibile. morde. mi manca il fiato. ho sonnissimo. sono distrutta. ho sonno. ma i miei occhi non si chiudono. perle fisse nel buio. lucenti conduttori di lacrime. la disperazione. un boa che lentamente mi stringe. tenta di uccidermi. ma io sono immortale di fronte alle sue spire. l'unica cosa possibile è accettare le ferite. abbracciando il mio bimbo peloso. che di nulla si accorge. cerco di concentrarmi sul suo respiro regolare. pacifico. ritrovare la calma è necessario per dormire. dormire non è mai stato un problema. la disperazione fino ad ora non poteva raggiungermi sotto lo scudo delle lenzuola. per anni dormire non è stato che un rimedio dolce. uno sciroppo dorato e pacificatore di tutti i tormenti. i tormenti mi hanno raggiunto anche là. ora nessun luogo è sicuro. nemmeno tra le breccia del mio amore umano. la vita è un'agonia. una sofferenza crescente con gli anni. anche quando tutto è tranquillo. quel serpente famelico mi attende. sarò forse diventata debole. ancora più di prima. forse sono solo stanca. con la deprivazione del sonno dove arriverò ora. invecchierò presto è inevitabile. con un'unica consolazione. per quanto posso sembrare insensibile e di ghiaccio. il mio cuore funziona fin troppo bene. sono viva. quindi soffro. soffro quindi sono viva. e alla fine arriva il sonno per fortuna la disperazione allenta la presa. e scivolo lontano da me stessa. nell'universo. tra galassie viola. sfreccio verso l'infinito. verso la bellezza. mentre il mio corpo terreno cerca solo di riprendere un minimo di forza. e poi boom. è un altro giorno. un'altra corsa. stessa disperazione.
ancora una volta ho impugnato una corona in mezzo a tantissimi spettatori. l'ho posata sul mio capo tremando. in questi mesi. questo ultimo anno e mezzo ho combattuto. come sempre. come ogni giorno. aprendo gli occhi. un piede giù dal letto e la mente che inizia a correre caotica. prevedendo quali campi saranno terreno di battaglia oggi. domani. quali lo sono stati ieri. appena sveglia sono già pronta. enormemente stanca. dopo aver passato mesi in campi di battaglia interni. e ancora una volta scivolata lungo ripide pareti scoscese. spaccandomi le mani in carne viva. e rischiando che il mio nucleo più nero. quell'oscurità che alberga alla mia radice. mi prendesse del tutto. è stata l'ennesima arrampicata titanica per uscire da me stessa. mentre all'esterno maldestra ho continuato a combattere anche contro il mondo. a occhi rovesciati mentre mi cerco su queste pareti rocciose. un tanfo nauseabondo proviene dalla palude che è il mio nucleo. quel buco nero. affamato di amo...
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