pensavo di non essere più in battaglia. al fianco di cavalieri splendenti. armi insanguinate. musica di trionfo. una nuova alba. risplende sulle metalliche armature. mi sembrava di essermi svegliata a scontro concluso. in un'aria di festa. stanca. come se avessi comunque combattuto. dormendo. a occhi chiusi. di memoria corporea. invece era solo una pausa. uno spostarsi dal vecchio campo di battaglia. e ora di fronte a me c'è una valle ricoperta di un esercito nemico. mentre le gambe mi si stanno sgretolando dal dolore. la mia faccia è un livido. e ancora. impugno la mia spada. e sto correndo verso la vallata. la guerra non finisce mai. e mai finirà. ma non è importante. sono qua per consumarmi. perchè di me rimanga solo uno striscia di sangue per terra. non voglio vivere in modo vuoto. il dolore non basta a riempirmi. e l'amore mi ha stancato. voglio avere uno scopo. mille scopi. uno dietro l'altro che mi mandino avanti e al tempo stesso mi consumino. fino a farmi sparire. come la rugiada all'alba. rimarrò semplicemente come un bell'incubo. o un sogno orribile. guardami mentre mi lecco i canini. ti mangerò la faccia. non ha più importanza. quel buco nero di amore. non ha più importanza connettermi ad altri. mi bastano i compagni di battaglia che ho. affianco. anche se ormai guardo solo la battaglia. in cui voglio gettarmi il prima possibile. da cui voglio riemergere morta o vincente. bianco o nero. il grigio del mondo mi disgusta. la sopravvivenza. o la morte. fine. non vi è altro che conta. che cambia davvero le cose. e allora balliamo in questa palude di sangue. nel mio cuore un cielo notturno senza stelle e senza luna. mi hanno detto che ora non devo smettere di osare. prendere ciò che mi spetta il prima possibile. appena ci riesco. le mie caviglie prima o poi si spezzeranno. ma continuerò a correre. manifesterò tutto quello che sto immaginando. o morirò provandoci.   

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